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SKAM, un esperimento di successo
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Adolescenti interpretati da adolescenti che parlano da adolescenti della vita adolescenziale. Wow!

Approdata di recente su Netflix, Skam è la serie che ha riscosso un ampio consenso da parte di critica e teenager, grazie alla capacità di parlare di adolescenza ad adolescenti, ricorrendo al loro gusto, alla loro musica e al loro slang. Dimenticate la spettacolarizzazione dei teen drama americani (“Tredici” su tutti), qui non c’è altra pretesa se non offrire una rappresentazione il più possibile credibile di cosa possa voler dire affrontare le sfide evolutive dell’adolescenza oggi.

cos'è stato il fenomeno Skam (prima di Netflix)

Diverse sono le peculiarità di Skam che la rendono un esperimento contemporaneo pienamente riuscito nel panorama delle series: la fruibilità, il passaparola, il legame con i social. Skam si compone di brevi clip giornaliere, della durata di pochi minuti, pensate per essere viste anche sullo schermo di uno smartphone direttamente dal sito ufficiale (prima che Netflix manifestasse il suo interesse). In particolare nelle prime due stagioni, la vita dei personaggi scorre in modo parallelo nella serie e sui social, creando un gioco di rimandi tra i post e lo snodo delle vicende che rendono l’interazione tra lo spettatore ed il personaggio assolutamente innovativa e dinamica. Non troverete conferenze stampa in pompa magna o spot promozionali, Skam si è diffuso tramite il tam tam sui social, mostrando di credere fortemente nel potere comunicativo di questi canali.

Il punto di forza principale è indubbiamente l’intenzione di voler narrare l’esperienza adolescenziale ‘da dentro’, penetrando nell’intimità dei personaggi impegnati nel processo della definizione delle loro identità; questo permette di esperire un’intensa empatia nonostante la distanza generazionale. In Skam non ci sono eroi, non ci sono miti, solo esseri fragili ma abbastanza coraggiosi da toccare con mano l’intensità estrema delle emozioni che vivono.

Un diverso modo di porsi nei confronti del mondo giovanile

È una serie utile, ai giovani ma ancora di più ai meno giovani, a chiunque voglia provare a sentire - piuttosto che capire – cosa possa voler dire affrontare oggi le sfide di quell’età, tra competizione, sesso, visibilità, solitudine e vergogna. Proprio vergogna, infatti, è il significato della parola Skam in norvegese, lì dove è nata la serie che oggi vanta remake in mezza Europa.

Skam riesce nell’impresa quasi impossibile di svolgere un ruolo educativo appassionando proprio coloro a cui si rivolge, perché si mostra comprensivo verso le fragilità e le cadute che segnano il percorso di crescita, senza voler spiegare salendo in cattedra, senza recriminazioni o assoluzioni, immergendosi in modo autentico nelle ambivalenze di un periodo di vita decisamente unico. Quest’atteggiamento, così intimamente rispettoso, è la lezione più grande da custodire per chiunque desideri porsi in contatto, realmente, con un adolescente. 

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