Loading color scheme

#Maturità2020


Maturandi e adolescenti, siete il simbolo di una trasformazione che tutti noi stiamo faticando a compiere e nessun altro che voi, ora, può spiegarci come si fa a cambiare pur continuando a riconoscersi come gli stessi di ieri.

L'esame di maturità è una di quelle tappe così emblematiche nel percorso di vita, prima che di studi, da rendere estremamente difficile parlarne senza cadere in pieno nel ricordo della propria esperienza. A tutti gli effetti costituisce un rito di passaggio che accompagna una nuova investitura, un ulteriore passo avanti in quella metamorfosi dove non si è più bambini nè ancora adulti.

Ciascuno per la prima volta da solo dietro al suo banco, nelle aule o nei corridoi, ben distanziato da quegli altri che sono stati i suoi compagni, munito solo di vocabolario e qualche merendina, con lo sguardo orientato alla busta gialla ministeriale che ti rende partecipe di un evento esteso ad un'intera nazione, con quelle tracce che conoscerai in anteprima rispetto al mondo là fuori.

Quella scena, così emotivamente saliente, verrà recuperata negli anni a venire dal linguaggio onirico per generare sfondi multiformi appena visibili sotto la spessa coltre di angoscia che ci troverà, soli, anche nella notte.

Una scuola senza banchi, nè ricreazione, nè preside, nè bidelli...

In questo assurdo 2020, sui ragazzi pronti ad affrontare la maturità si getta uno sguardo perplesso. Sono arrivati al termine senza l'ultimo giorno, senza il suono della campanella a scandire le ore, saltando vari diciottesimi ed il pranzo dei cento giorni. Si sono ritrovati a chiudere la lezione con un clic, salutandosi abbassando uno schermo, hanno affrontato le ultime interrogazioni seduti alla scrivania della propria cameretta, senza un bidello con cui parlare.

Gli adolescenti sono stati i grandi invisibili di questa epidemia. Mentre le aziende si occupavano degli adulti organizzando lo smart working, le istituzioni offrivano supporto ai genitori con bonus baby-sitting, i più piccoli disegnavano arcobaleni da appendere alle finestre, agli adolescenti è stato implicitamente chiesto di arrangiarsi da soli, senza ricevere l'attenzione che avrebbero meritato.

Senza un'infanzia da tutelare nè un lavoro da difendere, i loro compiti evolutivi sono stati messi in stand-by trascurando che, nel frattempo, il loro corpo è cambiato, le scelte sul futuro sono state prese e l'esame di maturità è giunto. Non si può mettere in pausa il percorso trasformativo della maturazione, esso è essenzialmente inarrestabile.

L'esame di maturità ci sarà, certo cambierà totalmente lo scenario,  ma in fondo quell'esame è un'esperienza totalmente indipendente dai contenuti delle prove; è un saluto balbettante - da alcuni atteso da altri sofferto - verso un tempo che in un istante viene chiuso nel cassetto del passato, l'istante in cui percepisci che quel presente così familiare diventa più vicino a quando eri bambino mentre diventi di diritto un soggetto a cui verrà dato del Lei (con un effetto di straniamento non indifferente).

Il rischio di restare intrappolati nella narrazione di una generazione defraudata

Non so come stiano vivendo i maturandi l'avvicinarsi della maturità, se prevalga l'ansia per una modalità mai provata prima o la rassicurante convinzione di essere incappati insieme all'intero pianeta in un anno particolarmente disastroso, confidando così nella clemenza di chi valuterà.

L'invito, però, è di scrollarsi di dosso il prima possibile la narrazione pericolosa di una generazione defraudata, nutrita da vissuti risarcitori che inaridiscono il desiderio di confrontarsi attivamente con le proprie potenzialità.
In fondo è probabile che l'impossibilità di attraversare questo rito nel modo tradizionale sia per questi maturandi l'occasione per prendere coscienza del suo ruolo nella storia di vita personale in modo decisamente più attento e partecipe, con un distacco utile a contemplarne più saldamente il significato. Qualcuno potrà identificarsi con la vittima che ha subito un'ingiustizia irreparabile -  comprensibile - ma è solo una parte della storia. Lasciamo spazio ad un'altra narrazione che li vede nel ruolo di esploratori, di pionieri, nelle vesti dei primi a mettere il piede sul suolo scolastico in un tempo indimenticabile per l'intero pianeta.
 
Maturandi e adolescenti, siete il simbolo di una trasformazione che tutti noi stiamo faticando a compiere e nessun altro che voi, ora, può spiegarci come si fa a cambiare pur continuando a riconoscersi come gli stessi di ieri.

Leave your comments
Comments
  • No comments found